Il minimal-classic del matrimonio gay: inno alla sobrietà per il grande giorno

Il minimal-classic del matrimonio gay: inno alla sobrietà per il grande giorno

Il primo è un dato apertamente statistico. A fronte di un calo del 10% dei matrimoni etero, la crescita di eventi nuziali in chiave omosessuale è la condizione necessaria per far riprendere mercato alla macchina dell’organizzazione wedding. Detto questo vi dirò di quanto sia straordinariamente stimolante la pianificazione di un matrimonio gay, sia per il carico emotivo che il grande giorno esercita sulle famiglie e sugli invitati, sia per l’aspettativa di resa finale.

Esistono trend particolarmente in voga, chiaramente identificativi della natura dell’evento, spesso ricercati dagli stessi sposi. Ai loro occhi è importante che l’intera struttura organizzativa veicoli un messaggio di raccordo, che faccia emergere l’importanza della giornata, non solo in stretto riferimento allo scambio del sì. Il matrimonio in questo caso rappresenta una presa di posizione precisa, è un atto di coraggio, è una rivoluzione in chiave sociale. Il WE-dding è un WE-can a caratteri cubitali quale forma di rivalsa, ed ogni singolo elemento scelto per l’allestimento scenico dovrà conferire la portata concettuale di questo atto d’amore e di orgoglio, lasciando trasparire una sensazione di assoluta normalità.

Veniamo a noi. Non vi nascondo che la pianificazione di un ricevimento nell’ottica del “same sex marriage” mi rimette in discussione. Abbiamo imparato a conoscere le nuove tendenze attraverso i matrimoni gay dei personaggi noti ai nostri teleschermi. Tra le coppie al femminile che hanno segnato la via, di certo quella composta da Imma battaglia ed Eva grimaldi, regine di un evento nuziale all’insegna di un’impronta simil bucolica. Sfondo total nature di un giardino alle porte di Roma e non è un caso che a celebrare l’unione sia stata la stessa senatrice Monica Cirinnà, Enzo Miccio è stato il regista dell’intero bouquet organizzativo, scegliendo per le spose due abiti all’opposto dei poli di genere. Per Imma un tight azzurro con tanto di gilet a vista, mentre per Eva uno splendido abito in chiffon dai toni pastello del rosa pesca. Quel “sì” ha avuto un impatto social importante; per l’occasione è stato creato un hashtag specifico, #evaimmaweddingday.

Per le quote azzurre vorrei invece fare riferimento al matrimonio in sordina tra Tiziano Ferro e Victor Allen, celebrato con riservatezza sulle spiagge soleggiate di Los Angeles. A distanza di tre settimane circa, i due hanno poi ripetuto la cerimonia all’interno della proprietà del cantante a Sabaudia. In questo caso la volontà dei futuri marito e marito è stata quella di creare una situazione molto intima, con scarse quaranta persone. Colori diversi per gli smoking, grigio per Tiziano e blu per Victor, e diversi spunti interessanti in chiave personalizzazione dell’evento. La scelta del quadro fotografico è stata al contrario la più semplice di tutte, con il più romantico dei tramonti vista mare a colorare d’ambra il giorno perfetto.

Nonostante la minuziosa cura dell’organizzazione, entrambi gli eventi sono stati contraddistinti dalla semplicità, da una sobria e classica ricercatezza.

Care Amiche, ho seguito con interesse il nuovo concept del matrimonio omosessuale e ho maturato le mie personali convinzioni, frutto necessariamente del mio gusto personale. Innanzitutto mi soffermerei sul look. Non condivido la scelta di indossare due abiti uguali. E’ importante che gli sposi o le spose siano complementari. Mi piace giocare sull’uso del papillon e della cravatta negli uomini ad esempio.

Nessuna stravaganza, nessuna esagerazione. Sconsiglio il velo per le spose, troppo legato alla tradizione.

Non riesco ad associare le convenzioni del matrimonio classico alla celebrazione dell’unione civile. Non si sposerebbe ai soliti convenevoli, che a loro volta non valorizzerebbero l’importanza del momento. L’atmosfera deve essere intima, ristretta, senza fronzoli e accessori di contorno. Prediligo la stagione estiva e consiglierei la location della nostra terrazza vista mare, libera da particolari allestimenti floreali e da strutture luminose. A fare da cornice la giusta musica di sottofondo: sceglierei una band in stile jazz o bossa nova, a conferire valore ad un’atmosfera intima, morbida, romantica.

Come avrete potuto intuire, la mia visione del matrimonio gay è un inno alla sobrietà. É dagli stereotipi dell’immaginario collettivo che spesso emergono i più rudi pregiudizi. La verità è che l’amore ci accomuna tutti. Le differenze esistono solo agli occhi dell’uomo, perché la natura ha scelto per sé la più incredibile varietà di genere.

Virginia Mollica



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